Nicola Dutto

Nicola Dutto

"È stato un ottimo test per mettere alla prova le mie doti nella navigazione. Qui è stata veramente complicata. Bellissimo ed emozionante guidare sulle dune. Il Team è risultato fondamentale per la riuscita di questa difficile gara e Julian e Pablo insostituibili: la mia encomiabile assistenza".

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Queste le sue parole per descrivere l’impresa.

“La sua encomiabile assistenza”. Così la definisce. Senza in effetti non potrebbe partecipare. È stato accostato a Zanardi, a Pistorius. Anche se i paragoni non hanno significato, credo che si possa dire ad alta voce che sia andato oltre.

La moto è un altro pianeta. L’enduro un pianeta in altra galassia. Le gambe sono fondamentali. Per indirizzare la moto, per correggerla, per mantenersi in sella, ma anche solo per mettere il piede al suolo, quando ci si ferma o quando si ha bisogno di un appoggio.

Ecco perché parla di encomiabile assistenza. Nelle gare viene seguito da degli assistenti che lo rimettono in piedi dopo una caduta.

“Devo modificare il roll-bar, alzarlo e renderlo più dritto, sarà più difficoltoso entrarci ma sarà più facile per i ragazzi che mi seguono raddrizzare la moto quando cado, vorrei dar loro maggiori punti di presa per aiutarmi in questo”.

L’uso delle gambe lo ha perso nel lontano 2010 dopo un incidente in gara. Viene issato sulla moto ed incastrato tra dei roll bar che lo ancorano alla sella. Tutti i comandi a pedale sono stati trasferiti sul manubrio. Così può guidare.

Questa comunque non è l’unica impresa. Già nel 2012 era risalito sulla sua KTM modificata e ha corso la Baja Espana Aragon in Spagna. 500 km in due tappe e come questa altre ancora.

Corse di Enduro estenuanti che logorano chiunque con roll bar o senza.

Roll bar ed assistenti sono in realtà solo le soluzioni tecniche, il protagonista è la testa: tanta passione e tanta consapevolezza.

 

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