Lorenzo vince il Gran Premio di Barcellona

Lorenzo vince il Gran Premio di Barcellona

E Lorenzo vince la seconda gara con la Ducati, la seconda consecutiva, dimostrando forse definitivamente che è tornato il pilota di sempre. Quello che sulla Yamaha faceva la differenza, partendo in testa dal primo giro e inanellando giri veloci su giri veloci, staccandosi inesorabilemente dal gruppetto degli inseguitori. Questa è sempre stata la tattica di Lorenzo, noiosa per gli spettatori che vogliono la bagarre, ma sicuramente fruttuosa per lui. Questa è stata la tattica che da metá campionato dell'anno scorso ha cercato di riprendere con la Ducati, fallendo costantemente fino al Mugello, dove come per miracolo ha funzionato. Prima si rivelavano fuochi di paglia, qualche giro in testa, quando il gli altri sonneccchiavano aspettando che la gara arrivasse allo zenit, per poi cominciare a tirare e fare i calcoli con le gomme. Lorenzo invece sprintava come sempre creando un vuoto che resisteva però non più di qualche giro, quindi veniva assorbito nel gruppo e li si fermava, raramente oltre la quinta o sesta posizione. Spesso avevo malamento giudicato questo comportamento come un contentino per gli sponsor, che pagando fior di quatrini rimanevo costantemente fuori dall'occhio di bue. Lorenzo quindi, questa era la mia idea li portava alla ribalta, gli dava quella manciati di giri di gloria per poi tornare alla posizione che più gli competevano. Per lo meno con la Ducati. Dovizioso in tutta questa gestazione del magliorchino sfiorava il mondiale nel 2017 e comunque apriva quello del 2018 in maniera convincente. La bontà del porgetto Ducati non poteva essere in discussione. Quindi il Mugello, Lorenzo parte in testa, tiro fuori la solita battuta sul contentino per gli sponsor e aspetto con il ghigno la resa. Che semplicemnte non arriva. Nessuno è capace di stargli dietro, nemmeno il suo compagno di squadra. Quello stesso Gp era stato scaricato dalla Ducati, presumibilmente stanchi che l'investimento che avevano fatto su di lui non fruttase. Lui si era esposto fino ad allora in dichiarazioni apparentemente contradditorie, che sembravano palesarne lo stato di frustrazione e di confusione. Dichiarazione di autocelebratorie dove si definiva il miglior pilota insieme a Marquez ed altre tecniche dove trovava difetti sulla moto, per poi definirla la miglior moto che avesse mai guidato e poi altre dove la definiva inguidabile, per quanto sforzo dovesse fare per guidarla. 

La ultima prima della vittoria del Mugello fu che aveva bisogno di un serbatoio differente, ergonomicamente parlando, solo cosi avrebbe potuto guidare per tutta la gara. Dalla ducati fanno sapere che di serbatoi glie ne avevano fatti provare una ventina e che nessuno fino ad adesso gli era andato a genio. 

Arriva la aspettata modifica e il Gran premio del Mugello è suo. Penso, coe dico in un mio precedente post a una particolare congiunzione astrale che gli abbia  permesso il bottino, quindi si sbarca a Barcellona e fa doppietta. Dovizioso cade nel cercare di stargli dietro. E Petrucci scelto come nuovo scudiero di Dovizioso finisce nelle retrovie. Se si ragionasse nell'economia di questi due singoli gran premi, si direbbe che Ducati abbia fatto un errore di valutazione. Che Lorenzo non si poteva mettere in discussione visto il suo passato e visto i comunque costanti e piccoli progressi che aveva fatto fin alla prima gara in Ducati. Si potrebbe pensare che Dovizioso sia un pilota di secondo livello rispetto a Lorenzo e che Petrucci non possa dare una mano nel progetto di Borgo Panigale.

Si potrebbe pensare, ma bigogna anche valutare la peculiarità di Lorenzo, dal carattere difficile e dal equilibrio precario e complicato. Indiscutibile che quando lo raggiunga pochi siano in grado di batterlo, ma anche che in quella stessa perfezione si possan aprine delle crepe importanti per dei dettagli minimamente importanti per altri, trascinandolo cosi nuovamente verso il basso.

Quindi comunque andasse Lorenzo era una scommessa, che Ducati non ha saputo aspettare, perchè spinta dalla frenesia della vittoria e soprayutto del mercato, che sinceramente si apre con troppo anticipo. Vediamo dove potrà andare Petrucci. 

 

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