3 ragioni per cui l'enduro è uno sport

l'enduro è uno sport serio, anche a Barcellona

3 ragioni per cui l'enduro è uno sport

Barcellona è una città sportiva, così si dipinge o almeno così impone l’ingombrante presenza del Futbol Club Barcelona. Una delle società sportive più titolate al mondo. La sezione del calcio è la più blasonata, ma è solamente una. Pallacanestro, pallamano, hockey su pista, su pattini in linea e football americano, sono le altre. Se poi vi uniamo, la passione per la corsa. Ci sono più podisti che turisti… e una certa passione per la birra, si può affermare con fermezza: Barcellona è una città sportiva. Eppure non il sufficiente, non per lo meno per capire ed accettare le moto e nello specifico l’enduro nel mondo dello sport.

Anche qui nella città Catalana, si stenta a fare il passo. Pochi considerano l’andare in moto un gesto tecnico-atletico differente dal cazzeggio sul divano. Si sta seduti comodamente in entrambe le situazioni. Certo in moto si avanza, ci si muove, ma chi si sobbarca lo sforzo è la moto, il motociclista si limita a girare la manopola del gas. Non molto differente dal muovere il mouse.  Anzi… Che il mouse sia pericoloso e che alla lunga possa provocare danni all’articolazione del polso è ormai risaputo. Tappetini per mouse con un comodo rilievo in gel ne esistono dai tempi del paleolitico. Simili aggeggi accoppiati all’acceleratore della moto non se ne vedono. Una ragione ci sarà.

enduro barcelona

Fare enduro e giocare a scacchi per la massa becera e ignorante sottopone il fisico allo stesso sforzo.

E qui bisogna ribellarsi, anche perché se il benedetto Curling è entrato ormai da decenni nella lista degli sport olimpici invernali, far uscire l’Enduro da questo equivoco è una questione di orgoglio certo ma anche di correttezza. Non solo dialettica.

Arrampicarsi con la moto sulle montagne suppone uno sforzo notevole, fisico e mentale. Chi si arrampica è la moto. Certo. Le gomme aderiscono alle rocce, il motore spinge, ma l’uomo, o possiamo ben chiamarlo l’atleta non si limita a girare il gas. Usa il corpo, come un ballerino, non va in giro vestito in pantacollant e non fa piroette, ma il corpo lo usa eccome. È una questione di fisica, di pesi nello specifico, che giocano con il baricentro della moto, assecondandola in ogni momento. Descrivere la fisicità dell’enduro è compito infimo, parlare di pesi, i cento venti della moto, quelli del pilota, quelli dell’accelerazione, della frenata, i continui aggiustamenti con cui bisogna assecondare la moto… Sono tecnicismi incomprensibili a chi guida un motorino nel traffico cittadino o chi la moto la vede solo in televisione. Argomenti che provocano sonnolenza e anche una certa fastidiosa ridarella.

Più facile sarebbe strizzare la maglietta che ci ha accompagnati per il tuor sui monti e calcolare in litri chi tra l’endurista e il curlinghista mette più alla frusta il proprio fisico.

Solo così forse la verità verrebbe fuori.

 

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